Quando le leggi funzionano a dovere

Agosto 1, 2006

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“Indulto, il primo beneficiario è un omicida. Aveva ucciso una donna per futili motivi. E’ un agricoltore omicida il primo detenuto a beneficiare dell’applicazione dell’indulto. Si tratta di Anselmo Novello, 60 anni. Era agli arresti domiciliari a Belvedere Spinello (Crotone), il paese dove risiede, perché il 12 maggio 1987, nel corso di una lite per motivi di pascolo, aveva ucciso una donna 44enne, Rosina Aprigliano, e ferito suo marito e suo figlio”.

Repubblica

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Indultossico: non inalare

Agosto 1, 2006

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Quello di Ivan Scalfarotto è il miglior commento che mi sia capitato di leggere a proposito della questione dell’indultossico. Potete trovarlo qui. Scrive Scalfarotto:

“E se lo avessimo saputo?” si chiede in un editoriale breve ma forte, firmato con lo pseudonimo red leg, il sito di Libertà e Giustizia, associazione di cui sono orgogliosamente socio da alcuni anni e che ho rappresentato come fondatore e coordinatore del locale circolo quando abitavo a Londra. Se lo avessimo saputo… se avessimo saputo che ci saremmo compromessi sul tema della legalità, se avessimo saputo che i voti dei nostri parlamentari sarebbero confluiti su quelli di Forza Italia, l’Unione avrebbe vinto lo stesso? In altre parole, si chiede red leg, li avremmo votati lo stesso?

Durante la campagna per le primarie mi sono sforzato di dire una cosa in particolare: che eliminato Berlusconi avremo eliminato non la causa dei problemi italiani ma soltanto un sintomo vistosissimo di quei problemi. La maggioranza che si era coagulata intorno a Prodi era eterogenea e conservatrice, assolutamente non disposta a rinunciare ad antichi e radicatissimi egoismi, espressione di una politica vecchia anagraficamente e non solo, certamente non in grado di dare risposte forti e innovative ai problemi del paese.

Nel forum della “mia” associazione in quei giorni si accusava qualsiasi cosa che non fosse perfettamente fedele all’ortodossia prodiana di fare il gioco del nemico; l’unico obiettivo da perseguire era la rimozione di Berlusconi purché fosse e poiché Prodi sembrava l’unico in grado di sconfiggere il Cavaliere, qualsiasi cosa, me compreso, che cercasse di indicare i limiti del centro-sinistra (e non per indebolirlo, tutto al contrario, per rafforzarlo!) provocava il pubblico scandalo.

Che questa maggioranza avrebbe avuto pochissimi Padoa-Schioppa e molti De Gregorio (sì, il Presidente della Commissione Difesa del Senato eletto col voto unanime dei senatori della destra: parlamentare della oggi santificata lista Italia dei Valori, per chi non lo ricordasse) lo sapevamo benissimo. Basti vedere quale classe dirigente abbiamo portato in Parlamento in forza di una legge elettorale di cui tutti dicevano peste e corna e su cui non sento più dire una parola da mesi. Basti pensare alla pletora di poltrone governative distribuite a destra e a manca, alla questione femminile completamente ignorata (dove sono finite le “quote rosa”?), ai pacs di cui nessuno parla più, a Bobo Craxi sottosegretario agli esteri in forza di un “diritto di tribuna” che Dio solo sa su che cosa si fondi (a parte naturalmente la linea di sangue), alla scandalosa assenza di chiunque abbia meno di 45 anni dalla scena politica… e smetto per carità di patria.

Abbiamo tutti volontariamente ignorato per chi stavamo andando a votare guardando solo contro chi andavamo a votare. Chiedersi oggi cosa avremmo fatto se avessimo saputo ci fa apparire ingenui o in mala fede – perdonatemi la franchezza, amici di L&G. Se avessimo saputo… non sarebbe cambiato nulla. Sapevamo, sapevamo già. E li abbiamo votati lo stesso.

Ivan Scalfarotto

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La Kefiah di Zapatero (Parte Seconda)

Agosto 1, 2006

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Con riferimento al post intitolato ‘La Kefiah di Zapatero’ scrive Armando:

“Probabilmente le mie parole cadranno nel vento perchè sono ormai passati dieci giorni… ma io sono stato testimone oculare dell’evento, perchè quel giorno ero ad Alicante allo Iusy festival. Al termine del suo discorso, tra l’altro bellissimo perchè appropriato ad una platea idealista e giovanile, molti ragazzi tra cui io ci siamo avvicinati al leader spagnolo per congratularci..tra di noi c’era anche un ragazzo palestinese che come molti altri ha donato al premier un simbolo caratteristico del suo paese che Zapatero ha indossato per non più di due secondi per poi toglierlo e riporlo come le tante magliette che gli erano state donate. Ora è comprensibile che el mundo abbia scatenato una polemica incredible (in quanto giornale del centro-destra) ma vi assicuro che si tratta solo di una strumentalizzazione…”

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