Prove tecniche di Medioevo

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“E voi, cara Rosy, porterete la responsabilità storica della distruzione della nostra civiltà. Ti rendi conto della gravità di ciò che – con spensierata incoscienza – state perpetrando ? E’ meglio dare ascolto all’Italia di buon senso. E alla Chiesa che già molte volte ha salvato la nostra civiltà dalle invasioni degli unni, dei vandali e da quelle dei musulmani”.

Così si chiude la lettera che Antonio Socci ha inviato qualche giorno fa al ministro Rosy Bindi. Potete leggerla integralmente qui. Vi consiglio di farlo. So bene che non è facile, ma potete farcela.

19 risposte a Prove tecniche di Medioevo

  1. nullo scrive:

    spero tu mi perdonerai, ma io non la leggo…

  2. heraclitus scrive:

    Considerati perdonato!

  3. heraclitus scrive:

    Figurati, tra radicali ci si capisce!

  4. heraclitus scrive:

    Ed aggiungerei: tra radicali in esilio nel Regno Unito. Almeno così mi sembra di capire.

  5. Satyrus scrive:

    Beh, sono riuscito a leggerla. Direi che l’ultimo paragrafo e’ un “condensato”. Peccato perche’ tutto sommato sino a quel punto il discorso, anche se con molte esagerazioni, poteva ancora essere discutibile prima di scivolare nell’osceno.

  6. aneledel scrive:

    Non ci trovo nulla di scandaloso, anzi è una riflessione molto intelligente che NULLO farebbe bene a leggere (e a metabolizzare). Come dice Satyrus il discorso regge (anche se per lui discutibile) non capisco invece dove stia l’oscenità.

  7. Satyrus scrive:

    Probabilmente l’osceno sta nel fatto che forse non e’ il caso affidarsi ad un credo religioso nel momento in cui si deve guidare un Paese. Altrimenti credo che si perderebbe esattamente quello che ci contraddistingue (in meglio secondo me) dagli stati teocratici islamici di cui Socci ha tanta paura. Non e’ tanto il pensiero giudaico-cristiano che ci rende diversi dalle culture islamiche quanto il fatto di averlo saputo tenere lontano dalla gestione della cosa pubblica, che sarebbe cosa del Vaticano se non gli avessimo fatto un bel buco a porta Pia.

  8. aneledel scrive:

    e tu non pensi che il fatto di aver saputo tenere lontano la religione dalla gestione della cosa pubblica sia proprio grazie alle caratteristiche della nostra cultura giudaico-cristiana? e che la cultura islamica non lo consentirebbe mai?

  9. Satyrus scrive:

    In realta’ questo secondo me non e’ esatto. Ci sono anche Paesi musulmani in cui la legge dello Stato non coincide con la legge divina. Il fatto che nella “nostra” cultura la religione sia stata separata dalla gestione dello Stato dipende sostanzialmente da una tradizione parecchio piu’ antica di Gesu’ e cioe’ dai greci (che hanno inventato l’idea di Stato ma che non per questo erano atei). Credo che altrimenti la Chiesa avrebbe volentieri determinato le regole della nostra societa’. L’importante e’ non lasciarglielo fare per evitare di giungere agli eccessi che sono propri di ogni fede.

  10. heraclitus scrive:

    Esatto, il punto centrale è proprio la tradizione greca, che noi abbiamo assorbito a partire dal Rinascimento e che gli Arabi hanno invece progressivamente rifiutato. Curiosamente, i Cristiani oggi si presentano come difensori di un mondo che di fatto è stato loro imposto e contro il quale hanno, nei secoli passati, combattuto. Il Rinascimento (spesso definito ‘pagano’) e l’Illuminismo sono insieme al pensiero greco il fondamento della moderna cultura occidentale e allo stesso tempo sono i periodi in cui le elite intellettuali hanno messo maggiormente in discussione il ruolo della Chiesa. La democrazia non ha niente a che vedere con la tradizione cristiana perché questo concetto cozza col monopolio della verità che è proprio delle religioni monoteistiche: la sua origine è solo ed esclusivamente greca. La democrazia si afferma in un ambiente culturale in cui il monopolio della Verità da parte della religione viene messo in crisi. Se c’è monopolio della Verità non c’è democrazia.

  11. aneledel scrive:

    Non mi è chiaro chi avrebbe imposto ai Cristiani quello che oggi si definisce civiltà occidentale. La religione è da sempre il fattore che ha maggiormente influenzato la storia dell’uomo, per essa sono state fatte guerre e genocidi. Non vedo quale forza esterna possa imporre alla religione Cattolica una tale sconfita senza che questa soccomba sotto il peso della sconfitta stessa e senza che un’altra religione ne prenda il posto. In realtà la grande forza di cambiamento che ha portato all’invenzione della democrazia e della società occidentale è una forza endogena, presente nel DNA della cultura occidentale che sintetizza sia i valori giudaico-Cristiani sia l’eredità greca. Sicuramente gli estremismi, che esistono in ogni religione in quanti intrinseci nel meccanismo stesso della proposta religiosa, avrebbero voluto una evoluzione differente che avrebbe portato ad un risultato diverso da quello che abbiamo oggi. Ma le forze che hanno combattuto e vinto questi estremismi sono tutte interne alla nostra tradizione culturale plasmata dalla cultura Giudaico-Cristiana.
    L’eredità che ci lascia duemila anni di religione Cattolica non è solo il monopolio della Verità ma anche la tolleranza e l’apertura verso chi è diverso da noi, altrimenti mai la cultura Greca avrebbe potuto integrarsi nella nostra. Così come non è avvenuto nella cultura islamica.

  12. Satyrus scrive:

    Mi piacerebbe che fosse come dici tu ma purtroppo non mi vengono in mente delle occasioni in cui la religione cattolica abbia avuto aperture verso chi la pensa diversamente. Ogni fede e’ fondata su dogmi. O si sta dentro o si sta fuori. Esistono senz’altro dei valori condivisibili da tutti (e infatti ci si ritrova insieme in nome di quei valori durante le assemblee dell’ONU) ma che esulano dalle singole fedi religiose. Il problema e’ che l’aspirazione della Chiesa (giustamente secondo la visione di un cattolico strettamente osservante) e’ quella di ricondurre tutto il Mondo al proprio sistema di fede. E questo non e’ un approccio sostenibile nella gestione dello Stato.

  13. RedMamba scrive:

    Certo che ne è passato di tempo da quando la povera Cicciolina era costretta alla clandestinità col suo pitone…
    (Scusate l’intrusione, ma non ho resistito… se non altro per alleggerire un po’ il clima creato dal Socci)

  14. aneledel scrive:

    Satyrus hai perfettamente ragione quando dici che “Ogni fede e’ fondata su dogmi.”, forse un po meno quando dici “l’aspirazione della Chiesa (…) e’ quella di ricondurre tutto il Mondo al proprio sistema di fede.” Anzi sta proprio quì il grande passo avanti fatto dalla Chiesa Cattolica, la tolleranza non può ovviamente essere intesa come rinuncia ai propri valori ed ai dogmi della proproia fede. Tolleranza significa accettare il diritto di esistere per le altre religioni, significa cercare un dialogo con queste ultime, punti di contatto, condivisioni di principi. Questo la Chiesa Cattolica lo ha fatto e lo sta facendo, è certo una evoluzione abbastanza recente (in termini storici), nel passato ovviamente non fu così. In ultima analisi tolleranza significa accettare la libera scelta dell’individuo che può abbracciare una fede ma può anche scegliere di non farlo o di abbracciarne un’altra. Purtroppo non tutte le religioni accettano questo e vi si oppongono facendo ricorso alla violenza, psicologica per quanto riguarda i Testimoni di Geova e fisica nel caso dell’Islam. I Cattolici, anche i più fanatici, non ti uccideranno mai perchè te ne sei andato o perchè non credi. Questo purtroppo non lo si può dire per l’Islam, dove il reato di apostasia è punito con la pena di morte, ed ogni buon musulmano è tenuto ad applicarla. La nostra cultura purtroppo è aggredita da una forma tumorale leucemica, il relativismo, che scaglia le cellule “malate” contro il proprio organismo (leggi “la propria civiltà”) indebolendo. Questo porta ad una reazione, direi “immunitaria” evidenziata da posizioni cattoliche sempre più radicali, si potrebbe definire”fanatiche”.
    Attenzione però a non scambiare queste posizioni estremiste come mancanza di tolleranza e di apertura di una cultura, l’intolleranza è altro (come ho detto poch’anzi). Diciamo che tutti faremmo a meno della febbre (leggi radicalismo religioso Cristiano) ma per favore non scambiamo le cause con le conseguenze.

  15. Satyrus scrive:

    In realta’ mi risulta che la Chiesa proponga la sua dottrina come l’unica vera e in quanto tale l’unica possibile. Altrimenti non si capirebbe per quale motivo quasi quotidianamente non perda occasione di interferire con l’attivita’ legislativa. Che non lo faccia con le armi poco conta quando in Italia si continuano ad assumere insegnanti di religione invece che di italiano o di storia e la religione viene inserita tra le materie valuatate ai fini della carriera scolastica (o almeno ci hanno provato). Mi sembra normale che su un problema come quello degli embrioni la Chiesa possa dire la sua, sta a noi volere seguire o meno le indicazioni, ma con quale diritto vengono date indicazioni di voto sul prossimo referendum sulla costituzione? Il fatto e’ che sempre piu’ spesso si ha l’impressione che non voglia rinunciare al potere condizionante sulle Istituzioni e questo e’ pericoloso. Che poi GP2 abbia lanciato in piu’ occasioni dei messaggi di apertura verso altre religioni non ci piove. Ma come verrebbe visto oggi un incontro di preghiera come quello di Assisi? Non sarebbe forse etichettato come realtivismo o sincretismo? Io sinceramente vedo molti passi indietro in questo senso e le missioni di pace armate con la Bibbia sotto il braccio degli ultimi tempi mi riportano piuttosto ai tempi di Giordano Bruno che a quelli di Assisi. Ecco perche’ ritengo che sia sempre e comunque pericoloso affidarsi alle indicazioni di una fede nelle decisioni che riguardano tutti i cittadini di uno Stato che magari, con quella fede, non vogliono avere a che fare.

  16. aneledel scrive:

    Ovviamente la Chiesa proponga la sua dottrina come l’unica vera, questo però non porta a sopraffare le altre religioni, ad imporre, con le buone o le cattive una adesione coatta alla propria. La Chiasa Cattolica riconosce e rispetta la libertà di scelta, che non è cosa da poco.
    Per quanto riguarda quello che definisci “potere condizionante sulle Istituzioni” io in realtà girerei in “potere condizionante sulle Persone”. E’ il meccanismo democratico che fà il resto, le persone che si riconoscono in certi ideali o principi esprimeranno un voto conseguente, il quale, se maggioranza, condizionerà le istituzioni. Ma questo, ripeto, è il gioco democratico, non è prevaricazione.
    Mi fa un certo effetto sostenere queste posizioni di difesa dei Cattolici, io infatti qualche anno fà ero più o meno sulle tue posizioni. Oggi non sono un attivita ne un estremista penso però che certi meriti della nostra cultura non possano essere negati, ne può essere negato il diritto di influenzare le scelte in campo civile se queste passano attraverso i meccanismi di decisione democratica (e riconoscere questo mi è costato). Ne infine può essere negato il principio di libertà di scelta dell’individuo (che renderà poi conto alla propria coscenza o a Dio) in tutti i campi. E’ il singolo individuo (ed i suoi rappresentanti democraticamente eletti) che deve decidere se affidarsi alla fede nelle scelte o meno, senza che qualcuno gli impedisca di esprimersi perchè qualcuno ha deciso che su certe scelte non deve contare la fede. E chi lo decide? Francamente la tua ultima frase mi suona alquanto antidemocratica, soprattutto se chi sceglie per fede è maggioranza.

  17. Satyrus scrive:

    La liberta’ di scelta data dalla chiesa si limita semplicemente a due alternative: o come dicono loro oppure all’inferno, non mi pare proprio un’apertura.
    Chi decida che la fede non dovrebbe contare in certe scelte e’ chiaro: e’ un’esigenza di liberta’. E’ un dato di fatto che non dare la possibilita’ ad una donna di abortire limita la sua liberta’ di decidere della sua vita che in quel momento potrebbe essere devastata da una gravidanza. Questo non significa che l’aborto debba essere sponsorizzato ma che sarebbe giusto rimanesse una opzione in casi particolari. Mi sembra quantomeno impari paragonare i diritti di un a donna adulta con quelli di un embrione. I cattolici sono liberi (e tanto di cappello) di non ricorrervi anche in situazioni che sarebbero insostenibili per altre persone, ma non penso che sia giusto imporre questo comportamento ad altri. Bisogna saper scegliere il male minore. Oppure e’ forse democratico il pensiero della chiesa sull’omosessualita’? “…una pratica che sta minacciando seriamente la vita e il benessere di un gran numero di persone…(J. Ratzinger)” (http://titollo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1049823). “la Chiesa non e’ una democrazia”, come disse il defunto Papa GP2, e’ comandata da un sovrano assoluto e per giunta infallibile.
    Il cattolicesimo che hai in mente non esiste purtroppo perche’ la chiesa chiede di aderire ai suoi principi senza se e senza ma, l’alternativa e’ la dannazione eterna, la colpa, l’errore, non la diversita’ di vedute. Poi tornare a dire che la nostra cultura sia tollerante e democratica grazie al cattolicesimo mi sembra un po’ troppo. Dobbiamo solo ringraziare la potenza del pensiero greco, rinvigorito nel secolo dei lumi, se l’ondata evangelizzatrice non e’ riuscita a sopraffarlo.

  18. mustyus grembiulynus scrive:

    In tutto questo è passato sotto tono uno dei pilastri, evidentemente fallace, del nostro Socci: l’idea costituzionale della famiglia. E’ tecnicamente una imprecisione pazzesca (per fortuna il dott. Socci si occupa di comunicazione e non di diritto, però ha l’ardire di liquidare come dei chiaccheroni e blateroni degli studiosi del campo), basata per di più sul presupposto della sacralità ed immutabilità della Costituzione stessa. Questa enfasi stona un pò se poi lo si vede a sponsorizzare con vigore il referendum che modifica un terzo dell’intera costituzione. Non dico che la sua sia una posizione sbagliata o giusta, rilevo solo come sia contradditoria, non tanto nel merito quanto nel metodo. A questo punto la domanda che ha posto alla Bindy può essere girata a lui: a tal punto si piega la schiena di fronte al padrone?

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