Il Crepuscolo degli Dei

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Ci fu un tempo in cui costoro riempivano le piazze, parlavano al cuore delle folle e trascinavano paesi interi in guerra. Ieri erano sessanta, tutti scuri, scesi in piazza per contestare un corteo coloratissimo che ha visto la partecipazione di cinquantamila o forse centomila persone. Quel pugno di irriducibili: tristi figuri, macchiette di se stessi, abitanti e rappresentanti di un mondo che già ora non c’è più. Due cose, brevemente. La prima: quanto deve essere triste vedere il mondo andare nella direzione opposta ai propri valori quando la tua carta d’identità segna vent’anni ma la testa sembra suggerire “ottant’anni, repubblichino in un tempo che fu”. La seconda: quanto deve essere patetico illudersi di essere come il soldato di Popper – l’unico ‘dissenziente’ che marcia al passo mentre tutti gli altri hanno perso il tempo della marcia – quando invece non sei altro che l’unico ubriaco che continua a marciare in maniera scomposta mentre gli altri hanno già ripreso a camminare. Nella foto, due intellettuali italiani dell’undicesimo secolo.

6 risposte a Il Crepuscolo degli Dei

  1. isadora scrive:

    Complimenti per il post, tanta tanta tristezza nel vedere la foto. Ciao.

  2. sagami scrive:

    Veramente tristezza….
    s.

    P.s.
    Quando c’è stata la manifestazione a Verona lo slogan era questo: ” I gay in Arena?Si,con i leoni.” Ah-ah l’ilarità😦

  3. Davide scrive:

    Tu puntualizzi sulla pochezza umana di sessanta personcine, io sulla grande umanità di centomila persone… Sono le due faccia della stessa medaglia e fortunatamente noi due facciamo parte di quella più splendente.
    Temo che a questi nuovi ottantenni sia mancato il confronto con gli altri, forse anche l’amore. Ma d’altra parte, chi vorrebbe confrontarsi con persone del genere, così chiuse e decisamente banali? In realtà gli emarginati sono loro, e nemmeno se ne rendono conto.
    Un saluto, Davide

  4. heraclitus scrive:

    @ Isadora – Tristezza? Dovremmo rallegrarci invece. Erano sessanta. Gli altri centomila. Un mondo che non esiste più contro un mondo che si sta affermando. Mi sembra davvero un’ottima notizia.

    @ Sagami – Eh, lo sappiamo: si tratta di persone che tendenzialmente hanno fatto dell’ironia una ragione di vita!

    @ Davide – D’accordissimo. In quei sessanta intellettuali non volevo vedere un elemento capace di ‘rovinare la festa’. Ripeto, la loro esiguità numerica mi sembrava una notizia eccellente. Certo ora bisogna lavorare su Ruini, ma prima o poi anche lui dovrà cedere. Se non altro per ragioni anagrafiche…🙂

  5. milla_ scrive:

    in piazza castello c’era un altro cartello con scritto “suma nen cupiju” [non siamo ricchioni]. sono stati costretti a toglierlo dopo i fischi insistenti che arrivavano dalla piazza. a fischiare non era la comunità gay: erano insospettabili famigliuole ormai preda dell’entusiasmo.

  6. sacherfire scrive:

    Purtroppo la notte stessa, a Torre del Lago, dove cioè non si registravano problemi di nessuna sorta dal ’99, c’è stata l’aggressione di un ragazzo all’ora di chiusura del Mama da parte di 3 ragazzi sembra 20enni con tanto di “faccetta nera” cantata prima e dopo.
    Crepuscolo sì, sono perfettamente d’accordo col titolo, ma credo sarà un po’ più lento di quanto un evento bello come Torino ci possa far pensare.

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