Salman Rushdie ed il gioco dell’immortalità

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‘Il mio obiettivo reale è scrivere libri che durino nel tempo. I figli della mezzanotte ha compiuto venticinque anni e la cosa per cui provo un orgoglio immenso è che il libro è ancora vivo, ancora importante per il pubblico, per una generazione che non era ancora nata quando è stato pubblicato. Lo trovano, lo prendono, reagiscono. Questo è il primo ostacolo: avere successo con una generazione. Quando le generazioni diventeranno quattro o cinque, allora saprete che il libro continua ad avere presa. Sfortunatamente, non ci sarò più per vederlo, ma almeno l’ho visto superare il primo ostacolo. Per me il gioco è lungo. Come scrivere qualcosa che sia interessante, significativo e valido per i prossimi cento anni? Questo è il gioco e io ci sono coinvolto’. Così il condannato a morte Salman Rushdie. Questo e tanto altro sulla Stampa.

La Stampa

Una risposta a Salman Rushdie ed il gioco dell’immortalità

  1. sagami scrive:

    Sopravvivere alla storia…non una cosa da tutti.non una cosa per tutti.

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